Mindfulness: che cos’è?

Negli ultimi anni sempre più spesso sentiamo parlare di Mindfulness e delle sue diverse applicazioni in vari ambiti della nostra vita. La quantità di informazioni che ci arrivano su questo argomento può creare più confusione che chiarezza, quindi proviamo a mettere un po’ di ordine.

Prima di tutto, quindi: che cos’è la Mindfulness?

Il termine è naturalmente anglosassone e la traduzione italiana che più si avvicina al significato originale è consapevolezza. Non si tratta però di una consapevolezza concettuale, ma intuitiva, basata sul sentire piuttosto che sul pensare o capire razionalmente.
Nella definizione di Jon Kabat Zinn, è quella “particolare consapevolezza che nasce nel prestare attenzione allo svolgersi dell’esperienza di momento in momento, provando a mantenere un’attitudine il più possibile non giudicante rispetto all’esperienza stessa.”
Per coltivare questa qualità di attenzione al momento presente si utilizzano delle pratiche che affondano le loro radici nelle tradizioni millenarie orientali, in particolare la meditazione di consapevolezza e altre pratiche che ci conducono ad una maggiore presenza nel corpo, come lo yoga consapevole.
Nel leggere la parola “meditazione” forse vi è venuta in mente l’immagine di un asceta indiano infuso di misticismo, oppure di un monaco in un monastero sulle vette dell’Himalaya!
In realtà la meditazione basata sulla Mindfulness va intesa come priva di qualunque connotazione filosofica o religiosa, perchè ha a che fare direttamente e profondamente con la natura umana e per questo motivo è assolutamente transculturale e adattabile ad ogni contesto anche alla nostra cultura occidentale.
Imparare a vivere intenzionalmente il momento presente non è la chimera di una presunta illuminazione astratta, ma un percorso che ci conduce ad una diversa modalità di affrontare quello che ci capita nella nostra vita, ad una diversa relazione con lo stress e con la sofferenza, attraverso lo sviluppo di un nuovo equilibrio e di una migliore stabilità emotiva.
Il percorso di consapevolezza si propone quindi di modificare non i contenuti della mente ma la nostra relazione con questi contenuti, pensieri o emozioni che siano.

“La consapevolezza è con noi dalla nostra nascita e in virtù del nostro essere umani. Dobbiamo solo imparare a fare amicizia con questa innata capacità che è parte integrante di noi. Ed è proprio qui che la coltivazione sistematica della mindfulness entra in gioco.”  (Jon Kabat Zinn ).

Coltivare una maggiore consapevolezza attraverso una regolare e sistematica pratica della meditazione può comportare un significativo cambiamento nella qualità della vita delle persone che sono logorate dallo stress crescente che caratterizza il nostro vivere quotidiano.
Sempre più spesso, infatti, viviamo una vita in continua accelerazione, fatta di strati sovrapposti di impegni, responsabilità, aspettative, pressioni, un’esistenza che ci costringe ad essere connessi e in modalità multitasking ventiquattr’ore al giorno sette giorni alla settimana. E in una vita così strutturata ci diventa sempre più difficile recuperare momenti di sollievo dalle pressioni, momenti per ricercare un rapporto con noi stessi, con il nostro essere più profondo, momenti caratterizzati da non-fare.
Tali momenti in realtà sono sempre disponibili anche se facilmente ignorati, e ci consentono di ricordare e di incarnare ciò che più conta nelle nostre vite, piuttosto che farsi catturare dal flusso ininterrotto di ciò che è più pressante o seducente.
Per la maggior parte della giornata, infatti, la nostra mente sembra farsi catturare passivamente da pensieri, progetti, ricordi, preoccupazioni: viviamo molto nel passato o nel futuro, intrappolati in un flusso di pensiero che è un po’ come una voce narrante, ma finiamo per vivere davvero molto poco nel momento presente.
La proposta della Mindfulness è proprio quella di riappropriarci un po’ alla volta di un rapporto più autentico e genuino con noi stessi, di rallentare, di riprendere in mano il senso del nostro vivere.

Nelle parole di Jon Kabat Zinn:
“Assumendovi in questo modo la responsabilità della vostra personale esperienza, voi intraprenderete un passo potenzialmente radicalmente trasformatore verso la guarigione, un genuino benessere e una genuina felicità, non in un futuro più o meno incerto, bensì in quell’unico solo che avete per vivere, per respirare, per amare, per essere… il momento presente. Già possedete questa forza; è innata in ciascuno di noi. Tutto quel che bisogna fare è prestare attenzione ed essere gentili con se stessi; e continuare a ricordare che voi vivete solo nel momento presente e che «ora» è l’unico momento giusto per compiere una scelta, e che questo «ora» è sempre a vostra disposizione. Ogni momento è un nuovo inizio. E poiché voi vivete solo nei momenti, perché non viverli interamente, scoprendo cosa può essere vero per la vostra natura più profonda e più autentica?

 

 

 

 

 

 

A cura di:

Donatella Conforti

Psichiatra – Psicoterapeuta cognitivo-costruttivista

Gianluca Gorini

Mindfulness – Yoga – Coach

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