Il mio corpo…la mia storia! Scoprendo il Metodo Mézières

Ti capita di arrivare a fine giornata e sentire i muscoli del collo tesi e contratti? Di essere così stanco, da non riuscire a rilassarti?

Credo sia una delle cose più frequenti in questi tempi di pandemia, dove spesso il lavoro richiede molte ore davanti al monitor di un computer. Stare semi-fermi, in posizioni che non permettono ai muscoli di esercitare una delle loro principali funzioni, che è quella di muoversi! E magari dopo 6-8 ore di lavoro, nel tentativo di sfogare la tensione che avverti, cerchi le palestre, fai una corsa sostenuta, ma alla fine ti trovi contratto come prima se non di più…
Per cercare di rispondere a queste domande ci addentriamo nell’analisi originale e innovativa di F. Mézières, che nel 1947 mette in discussione le tecniche del tempo, sviluppa nuovi concetti riguardo alla rieducazione posturale globale e a crea il metodo che poi porterà il suo nome.
Facciamoci aiutare da J.M. Drouard, allievo e collaboratore dal ’73 e formatore dal ‘84, cosi racconta: Ho incontrato Françoise Mézières nel novembre 1973 a I ‘Ile d’Elle, lei mi ha conquistato per il coinvolgimento della sua persona nel rapporto con il paziente, per la sua passione nel prendersi cura e alleviare il dolore. Questo atteggiamento non solo “cura” il  paziente perché si sente riconosciuto come una persona ed una persona che soffre, ma in più, questo approccio costruisce il terapeuta, lo unifica.(1)
Prosegue Drouard: F.Mézières ha osservato che tutti i dolori, i traumi, le malattie sono provocate dalle compensazioni dovute al riflesso antalgico, in lordosi, in blocco respiratorio in inspirazione e nella rotazione interna degli arti perché la muscolatura posteriore è più forte della muscolatura anteriore e perché si comporta come un solo muscolo. Queste leggi fisiologiche si possono osservare in modo costante e ripetitivo. Il circuito Mézières è ripetitivo: una deformazione può provocare un dolore che fa apparire un’altra deformazione poi un altro dolore e così di seguito.(2)

Per poter comprendere meglio l’azione del riflesso antalgico, proviamo ad analizzare la sua azione sulla postura. Partendo dal punto di vista neurofisiologico, prendiamo in considerazione i principali recettori posturali presenti: negli occhi, nell’orecchio, nella pelle, nei piedi, nel sistema stomatognatico, nei muscoli. Focalizziamoci sui recettori della pianta dei piedi, sulla quale è collocata la maggior concentrazione di terminazioni nervose sensitive, sia esterocettive che propriocettive, rispetto a qualsiasi altra parte del nostro corpo. Immaginiamo di avere un sassolino dentro la scarpa e di dover continuare a camminare ancora per un po’. Il primo riflesso che ci viene naturale è quello di cercare di evitare il dolore.
Lo stesso succederebbe subito dopo ad una distorsione di caviglia come descrive M. Formisano: camminare normalmente sarebbe doloroso, quindi adottiamo, più o meno consapevolmente, una camminata scorretta ma indolore. Potremo dire che siamo sotto l’influenza di un Riflesso Antalgico a posteriori. (…)Quindi, un riflesso antalgico a posteriori si manifesta con le compensazioni che il corpo adotta dopo aver sentito il dolore, al fine di alleviarlo. È un fenomeno semplice e ben noto. (…)Ci sono delle volte, tuttavia, in cui usiamo un riflesso antalgico ancor prima di percepire un dolore.(…) Una condizione dolorosa può esistere davvero, ma prima che possa essere avvertita coscientemente, viene evitata rapidamente e inconsciamente. F. Mézières, con il suo acuto senso di osservazione, ha scoperto questo strano riflesso e lo ha chiamato Riflesso Antalgico a priori (RAaP).
Il RAaP (…) offre al corpo un sotterfugio alla percezione del dolore. Prima che lo sappiamo, infatti, senza consultarci, il corpo può “nasconderci” un dolore e preservare così un comfort fragile. Possiamo provare dolore e non saperlo: un dolore indolore!  Potrebbe sembrare molto utile avere un meccanismo del genere a disposizione, ma c’è un prezzo da pagare. (…) Contrariamente alle apparenze il RAaP(…) non rimuove alcuna causa, ma allo stesso modo ci fa ignorare la causa.  (…)Per evitare il dolore, il corpo ricorrerà a varie forme di compensazioni posturali come disallineamenti per mettere a tacere il dolore. Può anche portare a comportamenti iperattivi o irrequieti. Le cose peggiorano progressivamente, sviluppandosi in gravi condizioni come dolore, artrosi, atrofia, disabilità, contratture, anchilosi, intorpidimento. L’osteoartrosi dell’anca, la spalla “congelata” e l’atteggiamento scoliotico, ad esempio, sono sintomi spesso derivanti dal RAaP. (3)
Vorrà dire che, a conseguenza di un dolore, oppure per evitarlo, la risposta del corpo sarà sempre una contrazione muscolare, che crea nel tempo un accumulo di tensione. Questa tensione è ciò che ci impedisce di rilassarci, anche quando davvero lo vorremmo tanto!

Possiamo allora pensare che esiste una strada da percorrere per avere la muscolatura meno in tensione?

Sì, se al posto del rinforzo di una muscolatura già tesa, lavoriamo sull’allungamento di essa, in modo da recuperare la funzionalità e incidere sul circuito del dolore. Possiamo dire che il corpo è come un “libro di registro” della storia fisica, emotiva, traumatica, unica di ogni persona. Di conseguenza, il lavoro che parte dal corpo, può avere una ripercussione su tutta la persona.
Come descrive J.M Drouard nel libro Omeopatia e reumatologia – Osteopatia,  Kinesiterapia con il Metodo Mézières, edito da Tecniche Nuove nel 1999, pagina201: la rieducazione Mézières vuole mostrare che si tratta di una rieducazione della persona nel suo complesso, risalendo dagli effetti alla causa, tentando di risolvere le compensazioni le une dopo le altre, fino a raggiungere un’armonia funzionale(…). Si tratta di ripristinare la giusta ripartizione dei ruoli dei differenti segmenti, facendo sempre riferimento alla bella forma. (4)

 

  1. J. M. Drouard in http://drouard.jeanmarie.free.fr/terapiamezieres-it/Benvenuto.html
  2. J. M. Drouard in http://drouard.jeanmarie.free.fr/terapiamezieres-it/Presentazione.html
  3. M. Formisano in https://marioformisano.it/blog-post/prova-blog/  “I riflessi antalgici secondo F. Mézières”, 31.01.2019
  4. G. Desmichelle J. Manson, J.M. Drouard in Omeopatia e reumatologia. Osteopatia, Kinesiterapia con il Metodo Mézières. Ed Tecniche Nuove, Milano 1999.

A cura di:

Alice Kostetzer

Fisioterapista – Metodo Mézières

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