Torniamo a parlare di Mindfulness…

Qualche tempo fa abbiamo dedicato uno spazio alla Mindfulness e al suo profondo significato di consapevolezza del momento presente, come possibilità di esplorare una particolare qualità di presenza nel qui e ora. Nella sua progressiva e sempre più ampia diffusione, possiamo dire che la Mindfulness sta diventando un fenomeno di attualità e in tutto il mondo si moltiplicano esperienze di percorsi basati sulla pratica di consapevolezza nei diversi contesti.

Soltanto alcuni esempi fra i più significativi.
Nell’ambito dell’assistenza sanitaria si promuovono in moltissimi ospedali corsi Mindfulness-based su come affrontare la sofferenza, rivolti sia agli operatori che ai pazienti. All’interno di un numero sempre maggiore di scuole elementari si insegnano ai bambini i rudimenti della pratica di consapevolezza, con evidenti benefici soprattutto in relazione alle capacità attentive e alle attitudini relazionali. Aziende del calibro di Google ed Apple offrono ai loro dipendenti programmi volti a sviluppare una maggiore presenza mentale: esistono già numerosi studi che rilevano i miglioramenti di rendimento lavorativo e di soddisfazione nei partecipanti a questi programmi. Phil Jackson, il miglior allenatore di tutti i tempi nella storia della NBA, incoraggia i suoi giocatori a praticare una «pallacanestro consapevole» e si moltiplicano le testimonianze di sportivi di alto livello che praticano la meditazione di consapevolezza, dal tennis, allo sci e alle diverse prestazioni di endurance. Dal 2015 la Mindfulness è entrata stabilmente all’interno del Parlamento inglese e i parlamentari stanno partecipando a corsi dedicati.

La meditazione di Mindfulness è ormai largamente accettata anche dalla comunità scientifica ed è divenuta oggetto di studio da parte di neuroscienziati: un numero sempre crescente di ricerche in ambito di neuroscienze sta, infatti, producendo prove della sua validità scientifica, esplorando i correlati neurobiologici della meditazione, ovvero come la pratica di meditazione è in grado di produrre modificazioni strutturali nel nostro cervello. In particolare, molte ricerche hanno dimostrato che il modo in cui prestiamo attenzione e la nostra attitudine nei confronti di quello che ci succede hanno un impatto rilevante sul nostro cervello. Quando ci troviamo in una situazione di sovraccarico – il che purtroppo accade sempre più spesso nella nostra quotidianità – tendiamo a vivere come se la nostra stessa vita fosse regolata da un pilota automatico mentale che ci guida.
Ma quando siamo in questa modalità è come se la nostra mente seguisse un percorso predefinito di reazione a quello che la vita ci presenta, secondo automatismi e schemi reattivi che usiamo continuamente e che ci diventano familiari, e in questo modo si rinforzano le connessioni neuronali che ripropongono ancora e ancora lo stesso schema di pensiero e di reazione. A volte, però, questi schemi di reazione non rappresentano la risposta più funzionale in quel momento, a quella particolare situazione che stiamo vivendo. La capacità di automatizzare una serie di attività ci permette di funzionare, ma se la vita stessa si trasforma in routine non abbiamo più possibilità di scelta, e non riusciamo più a cogliere le opportunità e le meraviglie che ci circondano.

Coltivando l’attenzione al momento presente, potremo invece riconoscere la possibilità di scegliere la risposta migliore in ogni situazione, più funzionale ed equilibrata, sperimentando una relazione diversa e più creativa con le emozioni e con i pensieri che accompagnano quella situazione. Un po’ alla volta possiamo divenire più flessibili nei processi decisionali, riconoscendo i segnali del corpo nei momenti di difficoltà e placando la mente quando la sua attività diventa vorticosa.
È un effetto concreto e potente. Con il passare del tempo, il modo in cui ci svegliamo al mattino, ci dedichiamo al lavoro, mangiamo, facciamo sport, interagiamo con gli altri e ci rapportiamo con la tecnologia può gradualmente modificarsi.
Il segreto di tutto ciò si cela proprio nella possibilità di coltivare quegli spazi di consapevolezza e quella particolare qualità di attenzione al momento presente.

Per concludere con le parole di Jon Kabat Zinn:
“La piena consapevolezza/Mindfulness comporta l’essere
completamente presenti alle nostre vite.
Comporta il percepire ciascun momento con preziosa chiarezza.
Ci fa sentire più vivi.
Ci fa guadagnare un accesso più immediato alle nostre potenti risorse interne per favorire insight, trasformazione e guarigione”.

 

 

 

 

A cura di:

Donatella Conforti

Psichiatra – Psicoterapeuta cognitivo-costruttivista

Gianluca Gorini

Mindfulness – Yoga – Coach

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