
Quando la gravidanza incontra la paura: accompagnare i futuri genitori nei momenti di incertezza
“Se qualcuno è disposto ad ascoltare le lacrime della madre, quello sarà anche il momento in cui la madre potrà ascoltare il pianto del suo bambino.”
Questa frase, pronunciata dalla psicoanalista Selma Fraiberg, descrive bene quanto durante il periodo perinatale possa essere importante avere uno spazio in cui sentirsi accolti e sostenuti.
Fin dai primi mesi di gravidanza, infatti, ci si trova di fronte ad un periodo ricco di importanti cambiamenti, non solo per il corpo, ma anche per la mente e per la coppia.
In una società sempre più centrata sul “fare” e che di frequente ci chiede di essere “multitasking”, in questa fase si abbraccia una nuova dimensione, ovvero quella dello “stare”, dell’attesa.
Gradualmente, i futuri genitori fanno progetti per i mesi avvenire, iniziano ad immaginare il bambino, le tutine, la cameretta, la famiglia che nascerà.
Questo periodo, in cui la coppia sperimenta la cosiddetta transizione alla genitorialità, viene spesso immaginato come esclusivamente felice, pieno di attesa ed entusiasmo.
In realtà, accanto alla gioia, possono emergere anche paure profonde, dubbi, sensi di colpa e momenti di grande fragilità.
Quando, ad esempio, arriva una notizia medica che non ci aspettavamo o ci troviamo di fronte ad una situazione che potrebbe mettere a rischio e rappresentare una minaccia rispetto alla realizzazione di tutto questo, l’equilibrio può improvvisamente vacillare, facendoci sentire persi e in preda all’incertezza.
Questo è ciò che raccontano, durante la prima seduta, Alessandra* e Silvio*, una giovane coppia in attesa della loro prima figlia. Dopo mesi ricchi di emozione, gioia ed entusiasmo, durante alcuni controlli medici scoprono che la loro piccola rischia di contrarre un’infezione che potrebbe portare a possibili complicazioni cliniche future.
Da quel momento, la gravidanza cambia volto: Alessandra racconta di sentirsi travolta dalla paura: alterna momenti di speranza ad altri di sconforto profondo, passa ore a cercare informazioni su Internet e si sente costantemente in colpa, chiedendosi se avrebbe potuto fare qualcosa per evitare tutto questo. Anche i momenti più semplici, come sentire i movimenti della bambina o preparare la cameretta, diventano improvvisamente carichi di paura ed incertezza.
Silvio, invece, reagisce in modo diverso. Cerca di mantenere il controllo, di essere rassicurante, di concentrarsi sul lavoro e sulla quotidianità. Dietro questo atteggiamento, tuttavia, si nasconde una fatica altrettanto intensa: la paura di non sapere come aiutare Alessandra e il timore di lasciarsi andare a emozioni troppo dolorose.
Spesso, infatti, di fronte a situazioni di incertezza come questa, le coppie non manifestano le proprie paure e preoccupazioni allo stesso modo. C’è chi sente di più la necessità di parlare ed esprimere subito quello che prova, e chi invece tende a chiudersi, a preferire il silenzio o la razionalità. Quando questo accade, a volte ci si può sentire molto soli anche accanto alla persona amata e l’equilibrio della coppia risulta risentirne notevolmente.
Il supporto psicologico può diventare uno spazio prezioso per dare significato a ciò che si sta provando, a contenere e attraversare insieme le emozioni sperimentate, seguendo e rispettando i tempi soggettivi e unici dei partner e della coppia.
Questo, infatti, permette spesso di ritrovarsi all’interno della relazione e di comprendersi nuovamente.
Nel percorso con Alessandra e Silvio è stato importante andare a riconoscere che, dietro modalità così diverse di reagire, non c’erano solo timori simili vissuti in maniera differente, ma anche un forte bisogno reciproco di vicinanza. Entrambi tenevano profondamente all’altro, ma spesso facevano fatica a trovare le parole giuste per esprimere ciò che provavano: Alessandra temeva di perdere il sostegno del compagno proprio nel momento in cui si sentiva più fragile; Silvio aveva paura di non essere abbastanza forte per proteggerla dal dolore.
Poter dare voce a queste sensazioni, riscoprire nuovi modi per stare non solo con le proprie emozioni, ma anche nella relazione e nei cambiamenti subentrati nella loro quotidianità, ha permesso gradualmente alla coppia di riavvicinarsi, sostenersi reciprocamente e ritrovare maggiore serenità.
La psicologia perinatale si occupa proprio di questo: offrire uno spazio di ascolto durante la gravidanza e nel periodo successivo alla nascita, accompagnando i futuri genitori nei momenti di cambiamento, fragilità e incertezza.
Chiedere aiuto, infatti, non significa essere o divenire genitori “meno capaci”, ma concedersi la possibilità di non affrontare tutto da soli.
Se ti rivedi in queste difficoltà, non esitare a contattarci per una consulenza.
*nomi di fantasia
A cura di:
Ilaria Lazzari
Psicologa clinica e Psicoterapeuta specialista in Psicologia del Ciclo di Vita (Università degli Studi di Padova).